Comunicato stampa
07/07/2026

Transizione demografica: UN Women Italy in audizione alla Commissione parlamentare d’inchiesta.

• La piena partecipazione delle donne è una risposta concreta alla transizione demografica.

• In Italia lavora il 57,4% delle donne contro una media UE del 71,3%.

• La cura continua a gravare soprattutto sulle donne, frenando occupazione e natalità.

• L’innovazione rischia di ampliare i divari di genere se le donne restano escluse dalle competenze digitali, STEM e AI.

• UN Women Italy propone una strategia integrata basata su partecipazione al lavoro, partecipazione alla cura e partecipazione all’innovazione.

UN Women Italy ha partecipato oggi all’audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti economici e sociali derivanti dalla transizione demografica in atto, presieduta dall’On. Elena Bonetti, portando il contributo del proprio Comitato Scientifico sul rapporto tra parità di genere, crescita economica e sostenibilità demografica. Nel corso dell’audizione, la Presidente di UN Women Italy, Darya Majidi, ha evidenziato come la transizione demografica non riguardi soltanto la diminuzione della popolazione attiva, ma soprattutto la capacità dell’Italia di valorizzare pienamente il proprio capitale umano. Un obiettivo che richiede politiche capaci di aumentare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, promuovere una maggiore corresponsabilità nella cura e favorire un accesso più equo alle opportunità offerte dall’innovazione e dalle nuove tecnologie. “La transizione demografica non si affronta soltanto aumentando il numero delle persone. Si affronta aumentando la capacità del Paese di valorizzare il contributo di tutte e di tutti. Oggi la piena partecipazione delle donne rappresenta una delle principali risorse a disposizione dell’Italia per sostenere crescita economica, competitività e coesione sociale”, dichiara Darya Majidi.

Secondo i dati presentati da UN Women Italy, l’Italia continua a registrare ritardi significativi sul fronte della parità di genere. Il Paese occupa l’85° posto nel Global Gender Gap Report del World Economi Forum e il tasso di occupazione femminile si ferma al 57,4%, contro il 71,2% maschile e una media europea superiore al 70%. Le donne rappresentano appena il 2,2% dei CEO delle società quotate e percepiscono un reddito medio significativamente inferiore rispetto agli uomini.

Per UN Women Italy, la riduzione di questi divari non costituisce soltanto una questione di equità, ma una priorità economica e strategica per il Paese. Una maggiore partecipazione femminile al lavoro significa infatti più crescita, più gettito fiscale, maggiore sostenibilità del welfare e una migliore capacità del Paese di affrontare la diminuzione della popolazione attiva. Una conclusione che emerge anche dalle evidenze raccolte dalla Commissione parlamentare nel corso delle sue audizioni.

Per questo, l’Organizzazione richiede che l’occupazione femminile diventi un impegno congiunto delle istituzioni e del sistema produttivo. Servono norme, incentivi e modelli organizzativi capaci di favorire carriere continue, pari opportunità di crescita, formazione permanente e valorizzazione delle competenze femminili. Le imprese che investono nella partecipazione delle donne non rispondono soltanto a un principio di equità, ma rafforzano la propria competitività e contribuiscono direttamente alla sostenibilità economica e demografica del Paese.

Il Comitato Scientifico, coordinato da Monica Cerutti – Segretaria Generale UNWI – ha inoltre sottolineato come la questione demografica sia strettamente collegata all’organizzazione della cura. Oggi il 79% delle donne è impegnato quotidianamente nelle attività di cura domestica, contro il 34% degli uomini, mentre la copertura degli asili nido raggiunge appena il 30% a livello nazionale, con forti divari territoriali.

È necessario rimuovere gli ostacoli che limitano l’occupazione delle donne, rafforzare i servizi di supporto alla genitorialità e promuovere modelli di cura più equilibrati, coinvolgendo attivamente anche gli uomini nella responsabilità familiare. La stessa Commissione parlamentare ha evidenziato come i carichi di cura rappresentino uno dei principali fattori che limitano la partecipazione femminile al mercato del lavoro e incidano sulle scelte di natalità.

In questa prospettiva, UN Women Italy propone di ampliare progressivamente la rete dei servizi per la prima infanzia, rendendo gli asili nido sempre più accessibili fino a raggiungere un obiettivo di sostanziale gratuità, e di rafforzare il ruolo dei padri nella cura attraverso congedi parentali più equilibrati. Sostenere le famiglie significa infatti permettere alle donne di non dover scegliere tra lavoro e maternità e creare condizioni più favorevoli alla natalità. “Se vogliamo sostenere natalità, occupazione e benessere delle famiglie dobbiamo costruire una vera corresponsabilità nella cura. La cura non è un tema privato femminile: è una questione economica, sociale e demografica che riguarda l’intero Paese. Asili nido accessibili e progressivamente gratuiti, insieme a una maggiore partecipazione dei padri attraverso i congedi parentali, rappresentano investimenti strategici per il futuro dell’Italia”, afferma Cerutti.

Un ulteriore fronte evidenziato dal Comitato Scientifico riguarda l’innovazione e la trasformazione digitale. Le donne continuano a essere sottorappresentate nelle professioni tecnologiche: solo l’1,5% delle occupate lavora come specialista ICT e appena il 44% possiede competenze digitali di base, contro una media europea del 54%.

UN Women Italy dichiara la necessità di rafforzare l’educazione digitale fin dalla scuola con l’introduzione strutturale dell’informatica come materia di insegnamento nei percorsi scolastici affinché anche le ragazze possano sviluppare fin da subito interesse e competenze tecnologiche solide e consapevoli.

Oggi, UN Women Italy ha quindi invitato la Commissione a integrare sistematicamente la prospettiva di genere nelle politiche demografiche, facendo leva su tre direttrici principali: partecipazione al lavoro, partecipazione alla cura e partecipazione all’innovazione attraverso il rafforzamento dell’occupazione femminile fino al raggiungimento della media europea del 70%, il potenziamento dei servizi per l’infanzia, l’introduzione progressiva di un congedo parentale più equilibrato tra madri e padri e il sostegno alla presenza femminile nei settori STEM, nell’intelligenza artificiale e nelle professioni digitali del futuro.

“Il contributo di UN Women Italy tocca tre nodi che la Commissione considera prioritari: il potenziamento dei servizi per l’infanzia, un riequilibrio dei congedi parentali tra madri e padri, e la piena partecipazione femminile ai percorsi STEM e digitali. Sono temi che richiedono continuità di intervento, e su cui il lavoro istituzionale non può fermarsi” conclude l’Onorevole Elena Bonetti che ha condotto l’audizione. Con la partecipazione all’audizione parlamentare, UN Women Italy conferma il proprio impegno nel contribuire al dibattito pubblico e istituzionale affinché la prospettiva di genere sia pienamente integrata nelle politiche economiche, sociali e demografiche del Paese.

 

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