Lo sport non è semplicemente competizione, ma un potente motore di inclusione, salute ed empowerment per tutte le donne e le ragazze. Con questa profonda convinzione, UN Women Italy ha partecipato alla Wellness Week 2026, in occasione dell’evento inaugurale “Women in Motion” tenutosi il 23 settembre 2026 presso l’Aula Magna della Biblioteca Malatestiana di Cesena.
Durante la tavola rotonda intitolata “Donne più forti, società più sane: esercizio fisico e sport come motori di cambiamento”, la Presidente di UN Women Italy, Darya Majidi, ha ribadito l’importanza dell’attività fisica come strumento strategico essenziale per promuovere l’uguaglianza e abbattere le barriere culturali ancora esistenti.
Il divario di genere nella pratica sportiva in Italia
Il movimento è un vero e proprio investimento per la salute, eppure in Italia ben 6 persone su 10 non praticano alcuna attività sportiva. Analizzando questo dato in un’ottica di genere, emergono disparità preoccupanti: secondo i dati ISTAT del 2025, pratica regolarmente sport il 43,4% degli uomini, ma solo il 31,8% delle donne. Questo si traduce in un divario di 11,6 punti percentuali.
La minore partecipazione femminile allo sport non è casuale, ma è influenzata da diversi ostacoli sistemici:
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I pesanti carichi di cura familiare che sottraggono disponibilità di tempo.
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Le condizioni economiche e l’accessibilità degli spazi.
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La persistenza di stereotipi di genere e la scarsità di modelli di riferimento femminili in ambito sportivo.
Promuovere l’esercizio fisico femminile significa quindi agire direttamente sulle condizioni che permettono alle donne di esprimere a pieno il proprio potenziale e partecipare attivamente alla vita sociale.
Da atlete a leader: lo sport come scuola di vita
Come evidenziato dalla Presidente Darya Majidi, l’attività sportiva è una “vera scuola di vita”. Praticare sport aiuta a sviluppare competenze fondamentali per la crescita personale:
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Insegna la disciplina, il rispetto delle regole e degli avversari.
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Aiuta a costruire relazioni basate sulla fiducia reciproca e sul lavoro di squadra.
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Abitua al sacrificio e insegna a riconoscere, nonché assumere, la leadership per orientare l’impegno verso obiettivi comuni.
Il legame tra il campo di gioco e il successo professionale è confermato dalle statistiche internazionali:
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Negli Stati Uniti, il 94% delle donne che ricoprono ruoli a livello dirigenziale ha praticato sport nel corso della propria vita.
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L’80% delle donne executive inserite nella lista Fortune 500 ha un passato di pratica sportiva a livello competitivo.
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Competenze come la determinazione, il problem solving e la capacità di costruire team vincenti sono state sviluppate proprio grazie alle esperienze sportive, venendo poi riconosciute come decisive per il percorso di carriera.
Donne ai vertici dello sport: una corsa a ostacoli verso i luoghi decisionali
Se il campo di gara mostra ancora differenze di genere, nei luoghi decisionali delle istituzioni sportive la rappresentanza femminile è ancora più scarsa. L’uguaglianza richiede che le donne siano protagoniste non solo nello sport attivo, ma anche nei consigli di amministrazione e negli organi direttivi.
I dati attuali evidenziano una forte disparità nelle posizioni di vertice:
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A livello internazionale, le donne occupano soltanto il 32% delle posizioni all’interno degli organi esecutivi delle federazioni sportive.
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Solo il 10% delle federazioni sportive internazionali vanta una Presidente donna.
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In Italia la situazione risulta essere ancora più critica: la percentuale di Presidenti donne negli organismi sportivi nazionali crolla al 4,5%.
Un impegno condiviso per il cambiamento culturale
La partecipazione alla Wellness Week 2026 rinnova l’impegno di UN Women Italy nel rendere lo sport un vettore di salute e leadership. Tuttavia, per superare definitivamente gli ostacoli che ancora frenano donne e ragazze, è indispensabile uno sforzo corale. Istituzioni, organizzazioni sportive, media, imprese, famiglie e intere comunità devono collaborare per garantire che l’ambiente sportivo diventi realmente rappresentativo, inclusivo e accessibile a tutte, per costruire insieme una società più equa e sana.


