L’organizzazione rafforza la strategia di raccolta fondi chiamando al proprio fianco un gruppo di esperti del settore: Massimo Coen Cagli (Scuola di Fundraising di Roma), Arianna De Leo (UNICEF) e Michela Gaffo (Associazione Italiana Fundraiser)
Nel corso dell’ultimo anno la scure dei tagli agli aiuti internazionali1 non ha risparmiato nessuno e a farne le spese sono stati i gruppi più vulnerabili, a cominciare dalle donne vittime di violenza di genere. Secondo lo studio condotto da UN Women2, più di un’organizzazione su tre nel mondo è stata costretta a chiudere o sospendere i propri programmi per mancanza di fondi. Oltre il 40% ha ridotto o interrotto servizi salvavita come rifugi, assistenza legale, cure mediche e psicologiche per le vittime. È evidente come la crisi che ha travolto le organizzazioni umanitarie imponga un cambio di rotta non più rinviabile. In gioco è la sopravvivenza stessa di un settore da cui dipendono le vite di milioni persone in tutto il mondo3.
A partire dalla consapevolezza del nuovo scenario che si sta delineando per il mondo del non-profit, UN Women Italy – che in Italia sostiene i programmi dell’agenzia Onu per i diritti delle donne e la parità di genere – ha voluto al proprio fianco un gruppo di professionisti con una lunga esperienza nel mondo del fundraising. Lo scopo è rafforzare la strategia di raccolta fondi nel settore privato – aziende e individui – e garantire così la sostenibilità della propria missione, che oggi è sostenuta esclusivamente da risorse apportate da donazioni private. Il neonato comitato fundraising potrà contare sul contributo di Massimo Coen Cagli (direttore scientifico Scuola di Fundraising di Roma), Arianna De Leo (responsabile Filantropia Strategica e Partnership UNICEF) e Michela Gaffo (presidente ASSIF – Associazione Italiana Fundraiser).
«Oggi più che mai c’è bisogno di un ripensamento complessivo del sistema su cui finora si è retto il settore non-profit. Il taglio drastico e repentino degli aiuti internazionali è un campanello d’allarme. Ci impone di agire e di farlo subito. Va in questa direzione il nuovo comitato fundraising di UN Women Italy: ci aiuterà a crescere per navigare anche i tempi di crisi. Lo scopo è rendere la nostra organizzazione sostenibile grazie al sostegno regolare di quanti credono nella nostra missione, dagli individui alle aziende», spiega Loredana Grimaldi, Head of Fundraising di UN Women Italy.
Il comitato contribuirà innanzitutto a sviluppare una strategia a medio termine e a identificare nuove opportunità di raccolta fondi. Cruciale sarà poi l’analisi dei dati per comprendere il contesto e individuare le tendenze del fundraising connesso ai temi di genere. Particolare rilevanza sarà inoltre data alla fase di valutazione dell’efficacia e dell’impatto delle iniziative messe in campo.
FONTI
1 Nel febbraio 2025 l’amministrazione USA ha imposto la sospensione dal lavoro di tutti i dipendenti di USAID, l’agenzia federale responsabile della gestione degli aiuti internazionali (dalla salute riproduttiva alle cure contro HIV/AIDS) e il congelamento immediato dei fondi – Notification of Administrative Leave, USAID. Lo scorso luglio, l’agenzia è stata ufficialmente chiusa. Nel 2024, gli aiuti esteri da parte degli Stati Uniti, il maggior contributore al mondo, hanno raggiunto i 68 miliardi di dollari, inclusi 14 miliardi in aiuti umanitari, pari al 42% del totale a livello globale – ForeignAssistance.gov, Dipartimento di Stato americano | Lives on the Line: The human impact of the US foreign aid shifts, ICVA | A contribuire al calo drastico dei fondi anche il taglio deciso da altri Paesi, come Canada, Francia, Germania e Regno Unito – The Budget Cuts Tracker, Donor Tracker | Nel 2025 una tempesta perfetta ha portato alle estreme conseguenze la preesistente fragilità finanziaria del sistema degli aiuti internazionali, tra tagli ai fondi, nuove priorità da parte dei donatori e la crescente influenza dei movimenti antifemministi –At risk and underfunded: How funding cuts are threatening efforts to end violence against women and girls, UN Women
2 One in three organizations have suspended or shut down programmes on ending violence against women due to funding cuts, UN Women | At a breaking point: The impact of foreign aid cuts on women’s organizations in humanitarian crises worldwide, UN Women
3 Il finanziamento degli aiuti umanitari nel 2025 si è fermato a 12 miliardi di dollari, il dato più basso negli ultimi dieci anni, pari a circa un quarto dell’appello fatto dalle Nazioni Unite per soddisfare le necessità essenziali, col risultato che 25 milioni di persone nel mondo sono state escluse dall’assistenza rispetto al 2024 – ‘Life by life’ – UN launches US$33 billion aid appeal with urgent call for global solidarity, OCHA | Humanitarian aid contributions, OCHA / Financial Tracking Service |Global Humanitarian Overview 2025 – The Cruel Math of Aid Cuts, OCHA