Giulio Talarico

Quando le parole si trasformano in un piano, le istituzioni ascoltano

5 Dicembre 2025

Ci sono momenti in cui hai la netta percezione che qualcosa stia accadendo davvero. Non nel senso spettacolare o retorico del cambiamento epocale, ma nella concretezza paziente del lavoro ben fatto, che arriva nel posto giusto al momento giusto. La mattina del 24 novembre è stato uno di quei momenti.

Nella Sala Regina della Camera dei Deputati, UN Women Italy ha presentato dieci proposte operative per affrontare il divario di genere in Italia. Lo ha fatto nel cuore della democrazia italiana, un luogo che oggi non si è limitato ad accogliere, ma ha scelto di ascoltare e di condividere una visione concreta di cambiamento.

La nostra Presidente Darya Majidi ha aperto i lavori sottolineando come la parità di genere non sia un tema marginale o identitario, ma una leva di crescita e competitività nazionale. In un contesto storico segnato da instabilità economica, transizioni digitali e crisi sociali, escludere metà della popolazione da opportunità reali non è solo ingiusto, è inefficiente, se non addirittura miope.

Il piano sviluppato dal Comitato scientifico di UN Women Italy, con il supporto di Deloitte, è frutto di mesi di lavoro metodico, che restituisce fiducia nellazione pubblica: è preciso, misurabile, non elenca desideri ma obiettivi. Dallinnalzamento delloccupazione femminile al 70%, allazzeramento del gender pay gap, dalla copertura degli asili nido al 50% al congedo di paternità obbligatorio entro il 2028. Ogni proposta ha un orizzonte, un criterio di verifica, un impatto atteso.

Ed è proprio per la sua concretezza che questo piano è stato ascoltato da chi ha potere decisionale, non come un contributo esterno ma come parte della soluzione. Erano presenti, tra gli altri, Eugenia Roccella, Ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità; Michela Di Biase, deputata e Membro della II Commissione Giustizia della Camera; mentre è intervenuta da remoto Martina Semenzato, Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio; insomma, la Serie A” dei decisori e policy maker in temi di parità e diritti in Italia. Come la loro presenza non era scontata, non era nemmeno simbolica, ma un vero e proprio riconoscimento. Mostra che il lavoro di UN Women Italy non rimane confinato alla sfera delladvocacy, ma incide giorno dopo giorno nella vita legislativa e politica del Paese.

In un Paese dove troppo spesso il tema della parità viene affrontato per emergenza (o relegato a una ricorrenza), vedere un lavoro così articolato essere presentato al Parlamento, con la partecipazione attenta e dichiaratamente favorevole dei massimi rappresentanti istituzionali, è un segnale forte che merita di essere colto.

Personalmente, credo che il valore più grande di questa giornata risieda proprio nel suo essere esemplare. In tempi dove le giovani generazioni faticano a immaginare di poter incidere, vedere che una proposta ben costruita, fondata su dati e visione strategica, viene accolta così positivamente non può non essere fonte di ispirazione. 

Anche per questo le dieci proposte non si rivolgono solo al Parlamento. Parlano ai cittadini, alle imprese, al mondo della scuola, a chi forma, assume, comunica. Parlano a chi ogni giorno si confronta con scelte che plasmano la cultura del Paese. Parlano ai più giovani, che troppo spesso restano spettatori, non per disinteresse, ma per mancanza di fiducia negli spazi di partecipazione.

Eppure, proprio nei giovani si gioca il futuro della parità. Nelle scelte formative, ancora troppo segnate da stereotipi, nei modelli familiari che si stanno definendo, nel modo in cui si pensa al potere, alla cura, al lavoro: è proprio da lì che può partire una trasformazione reale. Proprio per questo è fondamentale che le nuove generazioni si riconoscano in proposte come queste: non come beneficiari passivi, ma come soggetti attivi di un processo che riguarda tutti.

Levento di oggi non è un punto di arrivo ma, senza ombra di dubbio, una tappa significativa. Dimostra che la parità non è solo un valore da difendere, ma un progetto da costruire con strumenti, alleanze, coraggio, e soprattutto con un metodo che oggi esiste, è stato presentato, e attende di essere messo in pratica.

Il tempo delle parole, almeno per ora, ha lasciato spazio alle proposte. E già solo questo, è un segno che qualcosa si muove davvero.